Un’analisi prospettica a 12 mesi dimostra come la miniaturizzazione degli strumenti riduca i traumi senza compromettere i risultati clinici.
La HoLEP è da tempo considerata uno dei “gold standard” per il trattamento dei sintomi urinari (LUTS). Tuttavia, l’uso di strumenti chirurgici standard può talvolta causare piccoli traumi uretrali o incontinenza transitoria. La MiLEP risponde a questa sfida utilizzando strumenti miniaturizzati da 22Ch, progettati per essere meno invasivi.
I risultati dello studio
La ricerca, condotta su base prospettica, ha evidenziato dati estremamente positivi sia sotto il profilo oggettivo che soggettivo:
- Miglioramento dei parametri urinari: A 12 mesi dall’intervento, i pazienti hanno mostrato un netto incremento del flusso massimo (Qmax) e una drastica riduzione dei punteggi legati ai sintomi ostruttivi (IPSS).
- Degenza ridotta: La gestione “real-life” ha mostrato tempi di cateterizzazione e di permanenza in ospedale medi di soli 2 giorni.
- Qualità della vita: Il tasso di soddisfazione globale ha raggiunto il 96,8%, a conferma dell’impatto positivo dell’intervento sulla quotidianità dei pazienti.
- Sicurezza: Lo studio ha registrato un’ottima conservazione della continenza urinaria e una bassa incidenza di complicanze tardive.
Conclusione
I risultati suggeriscono che la MiLEP sia una procedura fattibile, sicura ed efficace. Come sottolineato dal Dott. Cindolo nel lavoro scientifico, la miniaturizzazione rappresenta il presente e il futuro della chirurgia urologica, permettendo di raggiungere gli stessi obiettivi di un’enucleazione tradizionale ma con una morbilità ridotta.
Questo impegno nella ricerca garantisce ai pazienti che si rivolgono al Dott. Cindolo l’accesso a protocolli validati a livello internazionale e alle tecniche più moderne disponibili nel panorama urologico mondiale.
Per approfondire i dettagli tecnici dello studio, è possibile consultare l’articolo originale su Urologia Journal (DOI: 10.1177/03915603261440245).



